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LLM, chatbot, agenti: chi fa cosa

LLM, chatbot, agenti: chi fa cosa


Scena vista mille volte: qualcuno dice "me l'ha detto ChatGPT", un altro risponde "eh ma gli LLM si inventano le cose", e intanto in ufficio è arrivata la direttiva di "mettere un agent AI" da qualche parte. Tre parole, usate come sinonimi, che sinonimi non sono.


Questo articolo è per chi l'AI la usa (o la subisce) senza fare il mestiere: niente codice, niente matematica. Solo una distinzione che, una volta vista, non si smette più di vedere. E che spiega parecchi comportamenti strani di questi strumenti.


🧠 L'LLM: il motore


Partiamo dal fondo. Un LLM (Large Language Model, "grande modello linguistico") è il pezzo di tecnologia che sta sotto a tutto: un programma addestrato su una quantità enorme di testo, che ha imparato a fare una cosa sola, incredibilmente bene: prevedere come continua un testo. Gli dai delle parole, lui produce le parole più plausibili che seguono. Tutto qui. Che da "tutto qui" escano traduzioni, riassunti, poesie e codice funzionante è la parte sorprendente della storia.


Nomi come GPT, Claude, Gemini o Llama sono famiglie di motori: versioni diverse, potenze diverse, stesso principio.


Ma è importante capire cosa un LLM, da solo, non è:


  • non è un archivio di fatti: non "consulta" niente, produce testo plausibile
  • non ha memoria: ogni richiesta parte da zero
  • non è collegato a Internet: sa solo quello che ha visto durante l'addestramento
  • non fa azioni: riceve testo, restituisce testo, fine

Ed ecco spiegato il mistero delle "invenzioni" (le famose allucinazioni): un motore che prevede il testo più plausibile produce frasi credibili, non necessariamente vere. Non sta mentendo, e non è rotto: sta facendo esattamente il suo lavoro. La plausibilità non è verità, e confonderle è l'errore numero uno di chi usa questi strumenti.

💬 Il chatbot: l'automobile costruita attorno al motore


Nessuno di noi usa un motore appoggiato su un bancone: usiamo automobili. E nessuno (o quasi) usa un LLM nudo: usiamo chatbot, cioè prodotti costruiti attorno al motore.


ChatGPT è un chatbot, non un modello: è l'automobile che Open AI ha costruito attorno ai suoi motori GPT. Lo stesso vale per le app di Claude e di Gemini. Cosa aggiunge l'automobile al motore?


  • un'interfaccia: la chat, le app, la cronologia
  • la memoria della conversazione: il motore da solo dimentica tutto; è il prodotto che gli ripresenta ogni volta lo storico dei messaggi, dandoti l'illusione di un filo del discorso
  • le istruzioni di comportamento: il tono, i limiti, i "non posso aiutarti con questo"
  • sempre più spesso, degli strumenti: la ricerca sul web, la generazione di immagini, la lettura di documenti

La distinzione sembra pignola ma spiega tante discussioni confuse: "ChatGPT è migliorato" può voler dire che è cambiato il motore, oppure solo l'automobile. E quando un'azienda dice "usiamo GPT" non sta usando ChatGPT: sta montando il motore in un'automobile propria.


🤖 L'agente: l'autista


E ora la parola del momento. Se l'LLM è il motore e il chatbot è l'automobile, l'agente è quando all'automobile aggiungi l'autista: non gli chiedi più indicazioni per arrivare in centro, gli chiedi di portarti in centro.


Tecnicamente, un agente è un LLM messo in condizione di fare invece che solo rispondere. Tre ingredienti:


  • un obiettivo: "trovami tre voli sotto i 100 euro", "sistema questo bug", "prepara il report"
  • degli strumenti: la possibilità di cercare sul web, leggere e scrivere file, usare programmi, mandare richieste ad altri servizi
  • un ciclo: prova, guarda il risultato, corregge, riprova. Da solo finché l'obiettivo non è raggiunto (o non ci riesce e te lo dice)

È la differenza tra chiedere "come si scrive una formula per sommare una colonna in Excel?" e avere qualcuno che apre il file, scrive la formula, controlla che il totale torni e ti dice "fatto". Gli agenti di ricerca che girano il web per mezz'ora e tornano con un rapporto, o gli agenti che scrivono e correggono codice, funzionano così. Niente magia e niente coscienza: lo stesso motore di prima, con le mani.


🎚️ Il confine è un dimmer, non un interruttore


Tuttavia va detto che i confini tra le tre categorie si stanno sfumando. Quando chiedi al tuo chatbot "cercami le notizie di oggi su questo tema", lui usa uno strumento, valuta i risultati e li rielabora: in quel momento, per qualche secondo, sta facendo l'agente. I chatbot moderni sono automobili con un po' di guida assistita, e il livello di autonomia si regola come un dimmer, non come un interruttore.


La categoria giusta, più che dallo strumento, dipende da quanta autonomia gli stai dando in quel momento.


🎯 Perché ti importa, in pratica


Non è una distinzione da salotto: cambia il modo in cui usi questi strumenti ogni giorno.


  • Sai perché inventa: il motore produce testo plausibile. Per i fatti che contano, chiedi le fonti o attiva la ricerca web: stai spostando la risposta dal motore agli strumenti
  • Sai cosa può fare davvero: un chatbot che descrive perfettamente come mandare un'email non può mandarla. Se un servizio promette azioni, chiediti: che strumenti ha? È un agente o solo un motore eloquente?
  • Sai come sbagliano: il chatbot sbaglia a parole (frasi false), l'agente sbaglia coi fatti (azioni sbagliate: il file cancellato, la mail partita). Più autonomia concedi, più serve supervisione
  • Sai decifrare il marketing: "agente AI" in una brochure ora è una domanda precisa: quale motore, quali strumenti, chi controlla i risultati?

C'è un filo che lega tutto, ed è lo stesso che ripeto a chi programma: questi strumenti amplificano chi sa giudicare quello che producono. Più il sistema è autonomo, più il tuo lavoro si sposta dal fare al verificare. Vale per il codice (ne ho scritto qui) e vale identico per il report che l'agente ti consegna già impaginato.

✅ Il bigino da portare via


  • LLM: il motore. Prevede testo, non sa niente di te e non fa azioni.
  • Chatbot: l'automobile. Il motore più interfaccia, memoria della conversazione e regole.
  • Agente: l'autista. Il motore con obiettivo, strumenti e un ciclo di lavoro autonomo. Fa le cose, non le descrive soltanto.

La prossima volta che qualcuno mescola le tre parole, saprai in quale strato della torta si trova il problema di cui parla. E se ti va di scendere ancora di un livello e capire come fa il motore a scegliere le parole, il viaggio continua qui.